Fuori Porta – mostra collettiva di scultura in ceramica

Fuori Porta – mostra collettiva di scultura in ceramica

Laura Giovanna Bevione, Domenico Cornacchione, Simona De Caro, Mirna Manni, Toni Rotunno, Mara van Wees.

A cura di Domenico Cornacchione

21 aprile – 19 maggio 2017

SpazioELLE – centro di ricerca e sperimentazione artistica

Castel Gandolfo – Via del Mare 138
Fuori Porta è una mostra dedicata alla lentezza, un’esposizione che vuole riscoprire il “ritmo lento” delle cose, una lentezza scelta come stile di vita, contro la velocità industriale e meccanica dei nostri giorni e delle nostre città. Per parlare di questo Tema la Galleria D’Arte Contemporanea SpazioELLE ha scelto di realizzare una mostra di scultura in ceramica. La terracotta ha i suoi tempi, ha bisogno di essere lavorata con lentezza, con la dovuta attenzione, ha le sue fasi di lavorazione che non possono essere accelerate. Il suo legame con la lentezza è indissolubile, così come lo è il suo legame con la tradizione. Lavorare la terra, manipolarla e poi mandarla in cottura aspettando in silenzio il risultato finale, ha qualcosa di rituale, di sacro, una sacralità che non ha necessariamente a che fare con la religione, ma piuttosto con il nostro io, con lo sguardo interiore, ha qualcosa che richiama alla mente ricordi e sensazioni del nostro passato. Le “scatole” in ceramica realizzate da Mirna Manni per la mostra sono proprio questo: dei contenitori mnemonici poetici. Questi piccoli teatrini della memoria rivelano racconti antichi e vecchi ricordi personali, emozioni, mondi interiori e richiami dell’inconscio.

Mara van Wees realizza un vero e proprio omaggio alla realtà quotidiana della vita “fuori porta”: godersi gli spazi di campagna, i suoi ritmi lenti, gli odori, i colori e la luce della natura.

Toni Rotunno, invece, continua la sua serie “DEI boschi”, opere che ci raccontano d’immagini, forme e colori legati alla sua terra d’origine: la Basilicata.

Le sculture di Simona De Caro nascono da una serie di “disegni automatici” realizzati attraverso l’uso diretto del colore e della linea. Le curve sinuose, partendo dalla base, si sviluppano in altezza creando la tridimensionalità attraverso piani concavi e convessi.

Domenico Cornacchione presenta una reinterpretazione delle sue sculture realizzate con pietre e filo di ferro. Questa volta, però, sostituisce le rocce con pezzi di ceramica recuperati da vecchi oggetti ormai inutilizzati e destinati alla discarica.

La mostra termina con un lavoro video realizzato da Laura Giovanna Bevione e Domenico Cornacchione. Lo schermo, diviso in due sezioni, mostra da una parte una mano che impugna una pistola, e dall’altra una serie di vasi in terracotta accatastati a terra che vanno in frantumi. I proiettili che distruggono i vasi non sono però, in questo video, “un’offesa” alla ceramica, l’intenzione degli artisti non è quella di “uccidere” la terracotta, ma, al contrario, quella di infondere nuova vita a un materiale ormai sempre più spesso relegato a un ruolo marginale nell’arte contemporanea. I frammenti derivati dalla distruzione dei vasi, infatti, sono esposti in mostra come si trattasse di vere e proprie sculture. Fuori Porta, allo SpazioELLE dal 21 aprile al 19 maggio 2017.

 

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