Connessioni variabili – La fotografia in presa diretta

Connessioni variabili

La fotografia in presa diretta

 

di Domenico Cornacchione

 

Via del Mare è la strada principale di Pavona, quartiere periferico appartenente a tre diversi comuni: Roma, Castel Gandolfo e Albano Laziale. In Via del Mare 136, poi, c’è lo SpazioELLE, un centro di ricerca di arte contemporanea profondamente radicato nel territorio nonostante la sua giovane età. Per SpazioELLE ogni attività culturale deve caratterizzarsi come un’iniziativa che tenda a mettere in rete diverse realtà già esistenti sul territorio, e questa nuova mostra fotografica di Laura Giovanna Bevione non fa eccezione.

Pavona è più simile a un piccolo paese che a una periferia, e Via del Mare è più una linea di confine che una vera strada. Percorrendola ci si può trovare a Castel Gandolfo, se si cammina su un lato della connessioni-variabilicarreggiata, o ad Albano laziale se ci si trova sul marciapiede di fronte. Basta attraversare la strada per cambiare comune, ma se si chiede a una qualsiasi persona che s’incontra dove ci troviamo, la sua risposta sarà sempre e comunque “Pavona”. C’è una forte identità in questa zona, un profondo legame con il territorio, e SpazioELLE lo sa. Per questo Laura Giovanna Bevione, direttrice dello SpazioELLE, si è posta il problema di come inserire un’attività nuova e insolita in un posto con una propria struttura ben consolidata. Così, percorrendo Via del Mare e alcune strade limitrofe, Laura, in compagnia della sua inseparabile macchina fotografica, ha rivolto la sua attenzione ai commercianti della zona, anima e corpo di questo piccolo ma pieno di vita, quartiere di periferia. Li ha fotografati all’interno della loro attività commerciale o sulla soglia dei loro negozi, con l’obiettivo di rendere omaggio al lavoro costante e quotidiano di tanta gente che silenziosamente e ininterrottamente mantiene in vita, tra mille difficoltà, botteghe e piccoli esercizi commerciali a gestione familiare soffocati dalla grande distribuzione.

Connessioni variabili è una mostra fotografica dedicata a loro, è l’anello di congiunzione tra due mondi, è il risultato di un forte impegno sul territorio che lo SpazioELLE ha come costante e obiettivo. Le foto di Laura Giovanna Bevione, i suoi ritratti, ci catapultano in una grande famiglia, quella dei negozianti di Pavona, uniti tra loro da una ragnatela invisibile fatta di relazioni personali e professionali che li lega indissolubilmente l’uno all’altro. La sopravvivenza di queste attività commerciali è legata tra loro, dipendono, in qualche modo, le une dalle altre.

Per porre l’accento alla fragilità di questo mondo e per evidenziare le connessioni che ci sono tra un’attività commerciale e l’altra, Bevione, ci propone le sue foto montate su due enormi castelli di carta, in cui ogni tessera contribuisce a sorreggere le altre. Alcune, però, le troviamo già a terra, segno inconfutabile che, purtroppo, qualcosa sta cambiando.

Da un punto di vista stilistico, Bevione, ha scelto di realizzare degli scatti puliti, semplici e leggeri, pur usando la fotografia digitale, ha limitato notevolmente il lavoro di post-produzione; siamo quindi di fronte ad una “fotografia in presa diretta”. L’intenzione dell’artista è di portarci sul posto, non è più lei che guarda dentro l’obiettivo, la macchina fotografica scompare e al suo posto ci siamo noi. Ci ritroviamo di fronte a queste persone che ci guardano e ci sorridono con familiarità. La naturalezza e il minimalismo degli scatti di Laura, ci fanno sembrare le persone fotografate come dei vecchi amici, in alcune di esse ci pare addirittura di riconoscerci, perché è solo un caso se non ci siamo noi in quelle immagini. L’artista ci ricorda che siamo tutti, in un modo o nell’altro, connessi a chi ci sta intorno. Le nostre azioni non sono solo nostre, ma, nel bene e nel male, sono di tutti. I nostri drammi, le nostre gioie, i nostri successi e gli insuccessi, non appartengono solo ed esclusivamente a noi, ma influenzano chi ci circonda. È un mondo in movimento quello in cui ci guida Bevione, un mondo volubile e in continua trasformazione, instabile e appeso a un filo, una tenue speranza che ci porta ad aggrapparci al prossimo e a consolidare quella rete di connessioni che ci tiene uniti, connessioni variabili, certo, ma esistenti e, forse, unica possibilità di un futuro per alcune zone periferiche delle nostre città.

Precedente Extempore - Ciascuno a suo modo - gli artisti dello SpazioELLE alla Galleria Franco Libertucci Successivo VOLTI – la personale di Domenico Cornacchione allo SpazioELLE