Centri Periferici – La periferia e la sua inconsapevole bellezza

Nata dal lavoro congiunto di Laura Giovanna Bevione, Domenico Cornacchione e Andrea D’Elia, Centri periferici, la seconda mostra dello Spazio ELLE, presenta una serie di fotografie che evidenziano le potenzialità inespresse delle periferie, mettendo alla luce degli angoli di bellezza sconosciuti e sottovalutati della periferia romana. Non l’ennesima “mostra denuncia”, insomma, con i soliti cassonetti pieni e le buche sull’asfalto, ma un’esposizione che vuole cambiare punto di vista per permetterci di vedere le periferie come una fonte di vitalità nuova e alternativa.

Centri periferici non è solo il titolo di questa nuova mostra, ma il nome di un progetto di ricerca artistica che ha visto tutto lo staff dell’Associazione Culturale La Cicala impegnato sul tema della riqualificazione delle periferie. Un progetto che ha portato alla creazione dello SpazioELLE e alla nascita dell’Associazione Culturale La Cicala.locandina verticale 4

In questa nuova mostra gli artisti, armati di macchina fotografica, hanno intrapreso, in una vera e propria performance, un lungo cammino per le periferie di Roma alla ricerca di angoli di bellezza involontaria, dall’EUR a Tor Sapienza, da Pavona a San Basilio, da Tor Tre Teste al Trullo. Laura Giovanna Bevione, artista profondamente radicata nel territorio, ha concentrato la sua attenzione su Pavona, frazione divisa in tre diversi comuni: Castel Gandolfo, Albano Laziale e Roma, cogliendone gli aspetti più legati a una cultura contadina sopravvissuta tra i condomini che continuano a sorgere in maniera disordinata, scoprendo tra di essi dei piccoli e importantissimi orti urbani, ormai rarità da tutelare e proteggere come vere e proprie opere d’arte. Nelle sue foto, la periferia ci appare come un punto d’incontro tra diverse culture e modi di vivere, una cerniera tra passato e presente. Ricucire la periferia con il centro delle città deve essere la sfida del futuro.

Domenico Cornacchione realizza le sue fotografie nella periferia est di Roma, tra Centocelle, Tor Sapienza e Tor Tre Teste. Inoltre, immergendosi nel suo archivio personale, seleziona e inserisce in mostra fotografie scattate durante la storica nevicata su Roma del febbraio 2012. Poi si concede una variazione sul tema, esponendo scatti realizzati in Molise, sua terra d’origine, per dare alla parola “periferia” un’accezione più ampia possibile. Nei suoi scatti, scene di vita quotidiana diventano emozionanti composizioni di linee e colori che guidano lo sguardo dell’osservatore dentro le scene ritratte.

Andrea D’Elia, invece, ha realizzato un poetico resoconto del suo cammino solitario al Trullo, periferia situata nell’area sud della capitale, tra il Tevere e la Portuense. Nei suoi scatti, vecchi e nuovi palazzi dell’EUR fanno da sfondo a inaspettate distese di campi incolti, in cui pascolano liberamente mucche e vitelli. Emerge, dalle sue fotografie, una periferia ricca di vita, carica di energia e inconsapevolmente bella.

Trova spazio, nella mostra, una riflessione sul rapporto tra le rovine dell’antica Roma e la periferia. Disseminata di antichi resti, la periferia romana è un luogo insolito, dove presente e passato si scontrano e coesistono. Le rovine in periferia sono vive ed esposte inevitabilmente agli eventi, non c’è riverenza verso di loro, non si percepisce quell’aura di sacralità delle rovine del centro storico. Questo le espone a enormi rischi, ma le avvicina ai cittadini che le percepiscono come elementi naturali del paesaggio urbano.

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